lunedì 10 dicembre 2007

Il taglio all'Ici vale 77 euro per casa


I cittadini di Roma e Torino si potranno godere la dote più ricca, rispettivamente 122 e 117 euro per abitazione, mentre chi vive in Trentino-Alto Adige avrà la soddisfazione di dire definitivamente addio all'imposta sulla prima casa, che in Regione nel 2008 scompare per tutti. L'italiano medio, invece, riceverà un beneficio di 77 euro, con uno sconto del 34,9% rispetto a quanto pagato quest'anno.Prendono forma gli effetti della nuova detrazione statale sull'Ici per la prima casa prevista dal Ddl Finanziaria per il 2008 ora in discussione alla Camera. A elaborarli, città per città, è un'indagine a tappeto sui conti dei Comuni capoluogo svolta da Crel e Unioncamere del Veneto, con il supporto tecnico del Centro Studi Sintesi. Per individuare il valore reale, città per città, della nuova detrazione, lo studio ha ricostruito la base imponibile delle abitazioni principali, applicando ad essa il "taglio" dell'1,33 per mille istituito dalla manovra. In valore assoluto, ovviamente, lo sconto cresce dove l'imposta effettivamente pagata è più alta e si riduce al lumicino dove i valori catastali contenuti e la bassa pressione fiscale abbassano il conto dell'imposta: si spiegano così, ad esempio, i 19 euro di alleggerimento di cui si dovranno accontentare i cittadini di Crotone, i 27 euro che finiranno in tasca a chi abita a Trapani o i 35 che toccano in sorte a Rovigo e Frosinone.

Al capo opposto della classifica, invece, il primato trentino si spiega con il fatto che le generose detrazioni già in atto a livello locale riducevano l'imposta in misura consistente, e l'interventogovernativo sul 2008 completa il lavoro. Ma a spingere i ricercatori veneti, che già in passato hanno messo sotto la lente i «costi del non federalismo», è soprattutto il nuovo colpo all'autonomia dei conti comunali inferto dalla misura. Fatto 100 il gettito Ici al lordo delle detrazioni, infatti, quest'anno i Comuni potevano contare su risorse proprie per 61,8, mentre l'anno prossimo la loro quota scenderà al 36,3 e la fetta mancante entrerà nel gioco (ancora incerto) delle compensazioni. Il risultato (si veda il grafico in alto) è un'erosione di altri 2,3 punti dell'autonomia tributaria locale (cioè la quota di entrate da tributi propri sul totale), che scende a quota 41 per cento (la differenza con il 2005 è invece un fenomeno solo contabile,dovuto al cambio delle regole sulla compartecipazione all'Irpef statale).

Il federalismo fiscale, insomma, continua a essere molto presente nel dibattito ma a latitare nella realtà. E questo passo del gambero riduce i margini di manovra degli amministratori locali: «Quello del Governo – riflette ad esempio Francesca Balzani, assessore al Bilancio del Comune di Genova –è un intervento a gamba tesa senza senso, che mette in soffitta tutte le misure sulla prima casa che avevamo in progetto. Ora non ci resta che immaginare qualche beneficio per i canoni concordati e le ong».

E con l'eccezione di Milano, che nelle misure fiscali per il 2008 approvate dalla Giunta abbassa l'Ici per la prima casa dal 4,7 al 4,4 per mille, nessuno nei capoluoghi di Regione sembra cullare l'intenzione di ridurre la pressione fiscale. «Il nostro Fisco – spiega da Firenze l'assessore al Bilancio Tea Albini ( anche lei ha già portato i conti 2008 in Giunta) – rimarrà fermo, ed è già un buon risultato vista la costante sottovalutazione del ruolo dei Comuni da parte del legislatore».Stessa riflessione arriva da Roma (che però sull'Ici era intervenuta con un alleggerimento nel 2007), mentre a Torino, dove le misure fiscali sono ancora in fase di costruzione, non si esclude nulla: «L'Ici – spiega Gianguido Passoni, che tiene i conti di Palazzo di Città –rimarrà ferma se non arriveranno troppe notizie negative, ma per noi l'effetto finanziario della nuova detrazione è forte e si somma ai tagli già subiti per i fabbricati rurali e i servizi esternalizzati ». In vista, invece, c'è un ritocco al rialzo della Tarsu (in media del 5%, ma più consistente per le attività commerciali) per avvicinarsi alla copertura totale del servizio (si veda il pezzo in basso). Tarsu in pericolo (+4-5% è la previsione) anche ad Ancona per l'aumento dei costi di discarica, mentre si affaccia anche un nuovo ritocco all'addizionale Irpef, che potrebbe toccare il tetto dello 0,8% (l'anno scorso era passata dallo 0,5 allo 0,7%).

fonte: ilSolte24ore

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