
Sabato 1 dicembre a Varallo presso l’albergo Monte Rosa si è svolto il 1° convegno dei movimenti e associazioni autonomiste.“Favorire una maggiore integrazione istituzionale, economica, e culturale fra Piemonte e Liguria e al contempo proporre una legge elettorale per il Piemonte che limiti lo strapotere di Torino e dia effettiva rappresentanza alle diverse zone della Regione” . Sono queste le principali proposte politiche avanzate sabato scorso dal convegno degli autonomisti liguri e piemontesi presieduto dal segretario del “Movimento Autonomista Valsesiano ( M.A.V.) Marco Giabardo. Nell’ampia e approfondita relazione, Andrea Giribaldi rappresentante “Obiettivo Nord Ovest”di Sanremo ha dichiarato che il principale intento degli autonomisti è di promuovere “ l’unione amministrativa della Liguria e del Piemonte in un'unica macroregione con autonomia legislativa e decisionale su come impiegare le proprie risorse e tutelare la propria specificità e le identità locali attraverso un COMUNE PATTO FEDERALE”.
Non si tratta di un progetto utopico, bensì previsto, sia pure con procedure complesse e farraginose, dalla stessa costituzione. Per Giribaldi, ” quest’unione tra le due regioni e utile anche per rilanciare lo sviluppo economico acquisendo competitività su mercati internazionali ma per ottenere questo occorre dotare le nostre regioni di un sistema amministrativo più moderno, che guardi positivamente al modello federalista e che alleggerisca l’enorme apparato burocratico frutto di una vecchia e deleteria politica centralista “.Su questa proposta s’e registrata un’ampia convergenza fra tutti i partecipanti e nei loro interventi sia il consigliere comunale astigiano Fenoglio e che il rappresentante torinese del “ Movimento Regionalista “ Bissacco hanno ribadito la necessità di articolare il discorso autonomista sia su livello economico che su quello culturale.Il convegno ha poi affrontato concretamente le questioni concernenti la rappresentanza politica ed istituzionale , oggi fortemente squilibrata a favore delle megalopoli , Genova in Liguria e Torino in Piemonte. I sessanta consiglieri regionali del Piemonte dovrebbero essere eletti con sistema uninominale in altrettanti collegi, corrispondenti ai diversi “ Cantoni ” o Vallate dell’intero territorio. Torino che oggi ha un numero enorme di rappresentanti ne avrebbe uno solo , Novara altrettanto , cosi come la Valsesia , il Biellese , il Canavese , l’Albese, etc..Si eliminerebbe così la condizione attuale, per cui anche con una votazione all’unanimità per un candidato Valsesiano questo non avrebbe comunque i numeri per entrare in regione.
Lo stesso dovrebbe essere fatto per gli enti o comunità montane o collinari che dovrebbero essere rappresentative di una COMUNITA’ senza paletti burocratici e politici di ogni sorta e direttamente eletti dalle comunità stesse.Del resto, diversi gruppi presenti al convegno già si sono strutturati su base locale , come il M.A.V. organizzatore del’incontro o il “Movimento per l’Autonomia Ossolana” presente a Varallo con l’On. Polli.
In un’ampia retrospettiva sulla travagliata storia dell’autonomismo, Roberto Gremmo ha voluto ricordare che i pionieri dell’idea di unione fra Piemonte e ponente ligure furono più di trenta anni fa Enrico Berio di Sanremo e il direttore “Assion Piemonteisa” l’ex partigiano Luigi Cerchio.Un ruolo centrale di Novara nella sinergia funzionale del Nord Ovest e stato rivendicato dalla Scrittrice Silvia Garbelli della “Libera Compagnia Padana “ (L.L.C.P.) che ha criticato il “torinocentrismo” , calorosamente applaudita da tutti i presenti.Sono pervenuti inoltre i messaggi di saluto dal “Fronte Friulano”, “Regione Lunezia “, “Comunità Antagonista Padana”, “Movimento Indipendentista Biellese”, “Jeunesse Valdotaine” e dal “ Gruppo ALPAZUR”.Erano presenti gruppi della Val Susa , Val Sangone e della “NO TAV” , per la Valsesia gruppi autonomisti di Serravalle , Alagna e Varallo Per conto nostro abbiamo ricordato che la lotta per l’autonomismo non può essere meramente economica o a soli fini fiscali, ma che soltanto una forte identità etnica, la valorizzazione di lingue e culture locali possono dare alla gente lo stimolo più forte per rivendicare la propria sovranità su territorio. Nel presente non può esistere un popolo che si possa considerare indipendente a tutti gli effetti, ma i popoli liberi possono decidere autonomamente le proprie dipendenze.
Marco Giabardo
Francesco Sargentini
M.A.V.Movimento Autonomista Valsesiano
Via 24 maggio 16/3 13019 Varallo


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